La raccolta della documentazione relativa al depuratore consortile di Sava, Manduria e Marine è fondamentale per capire il progetto e il suo iter e promuovere soluzioni alternative. Purtroppo questa raccolta è tutt’altro che semplice. I documenti qui riportati sono il frutto di una ricerca puntigliosa ma incompleta, siamo certi però che collaborando con le tante persone che seguono questa vicenda riusciremo a completare il puzzle e, soprattutto, a capirci qualcosa.

Ecco l’elenco di cosa non abbiamo:

E l’elenco di quello che abbiamo:

I pezzi mancanti

I pezzi mancanti sono molti, anche perchè la richiesta formale di accesso agli atti inoltrata al Comune di Manduria non ha avuto riscontro. Depositata a Maggio 2017, a fine Luglio 2017 ancora non è stata ricevuta una risposta ufficiale (i termini di legge per rispondere sono di 30 giorni). Informalmente il Comune di Manduria ha fatto sapere di non essere in possesso di alcun fascicolo sul caso in oggetto, la documentazione sarebbe quindi stata sottratta!

La documentazione qui riportata è stata raccolta facendo delle ricerche, ma ha delle lacune, chiunque sia in grado di aggiungere documentazione avrà la nostra gratitudine.

Mancano per esempio:

  • lo studio di impatto di ambientale presentato da AQP nel Luglio 2010,
  • lo studio di fattibilità che AQP avrebbe dovuto presentare entro 6 mesi dalla pubblicazione della VIA del 2011
  • la VIA del 2009 (determina 292 del 26 05 2009)
  • l’approvazione del progetto con provvedimento CD/203/2009 del Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale in Puglia
  • il contratto tra AQP e ditta appaltatrice, Putignano

Relativamente alla richiesta di accesso agli atti, si legga articolo della Voce di Manduria.

Sarebbe anche necessaria la collaborazione di una squadra di esperti più ampia, in particolare servirebbero le competenze di:

  • avvocati amministrativi
  • ingegneri esperti di impianti di depurazione
  • geologi
  • biologi marini
  • resposabile rassegna stampa
  • esperto IT per gestione e ottimizzazione sito
  • collaboratori per diffusione via Social Network
  • altre figure competenti in materia

Valutazione di Impatto Ambientale, VIA

Una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) positiva è indispensabile per effettuare i lavori.

Nel caso di opere non realizzate almeno per il venti per cento entro tre anni dal giudizio di compatibilità ambientale, la procedura deve essere riaperta per valutare se le informazioni riguardanti il territorio e lo stato delle risorse abbiano subito nel frattempo mutamenti rilevanti. In ogni caso il giudizio di compatibilità ambientale cessa di avere efficacia al compimento del quinto anno dalla sua emanazione.D.L. 152/2006

La VIA positiva ha efficacia per il tempo, in ogni caso non superiore a tre anni, stabilito nell’ atto recante la valutazione di impatto ambientale in relazione alle caratteristiche del progetto … Trascorso detto periodo senza che sia stato dato inizio lavori, le procedure di VIA devono essere rinnovate.
L’autorità competente… Puntini… può prorogare il predetto termine per motivate ragioni, per una sola volta e per un periodo non superiore a quello inizialmente stabilito.” LR 11 2001 valutazione impatto ambientale

I documenti di VIA del progetto:

Procedure Europee d’Infrazione

La Direttiva Europea 91/2711 CEE regolamenta il trattamento delle acque reflue, al momento non ci sono sanzioni pendenti nei confronti di Manduria.

Tre sono le Procedure d’Infrazione relative alla direttiva 91/271 avanzate dall’UE nei confronti dell’Italia (2004/20034, 2009/2034, 2014/2059). Il depuratore di Manduria non è attualmente coinvolto in nessuna di queste procedure, si verifichi anche il sito del governo italiano acqua.gov.it con mappa interattiva dello stato di conformità di tutti i depuratori Italiani.

Ad Aprile 2017 è stato nominato un Commissario Straordinario Unico per il coordinamento e la realizzazione degli interventi funzionali a garantire l’adeguamento, nel minor tempo possibile, alle sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea pronunciate il 19 luglio 2012 (causa C-565/10) e il 10 aprile 2014 (causa C-85/13) in materia di collettamento, fognature e depurazione delle acque reflue (dettagli sotto)

Procedura 2004/2034, arrivata a sentenza: sentenza procedura infrazione UE 2004 2034

Procedura 2009/2034, arrivata a sentenza: parere motivato infrazione UE 2009 2034 e sentenza procedura infrazione UE 2009 2034

Procedura 2014/2059: parere motivato infrazione UE 2014 2059

Direttiva 91/271/CEE Trattamento acque reflue: direttiva UE 271:91

Finanziamento del progetto

Contrariamente a quanto si dice, il progetto del Depuratore Consortile di Sava, Manduria e Marine non è stato finanziato con fondi Europei.

Il budget complessivo è di 15.160.000,00 Euro, provenienti al 50%  dai fondi del Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale in Puglia giusta decreto 203/CD/A del 11 12 2009, il restante 50% grava sulle popolazioni residenti attraverso le tariffe di esercizio.

bando di gara aqp 04234398e8

bando di gara aqp 41405222d8

decreto aggiudicazione gara

decreto 203/CD/A del 11 12 2009 non pervenuto, se ce l’hai ci contatti per favore?


Soggetti coinvolti

Presidente della Regione Puglia: Michele Emiliano (regione.puglia.it/presidente)

Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale in Puglia: Michele Emiliano (sito web?)

Commissario Unico per Commissario Straordinario Unico per la Depurazione: Enrico Rolle
(istituzione commissario unico, nomina commissario unico , Sito web Commissario Unico per la Depurazione)

Sindaco di Manduria: Roberto Massafra

Cittadini di Manduria e Sava: finanzieranno il 58% del costo del depuratore

Cittadini di Avetrana: la sede scelta è al confine con Avetrana

Cronistoria del progetto

Il depuratore consortile di Manduria, Sava e Marine ha una storia molto lunga e un iter complicato, riassumento possiamo però dire che:

  • inizialmente sono state prese in esame (ma non valutate) 4 soluzioni diverse: la voce studio fattibilità (non abbiamo lo studio di fattibilità)
  • è stata scelta la soluzione con depurazione in tabella 1 e condotta sottomarina: decreto 203/CD/A del 2009 che non abbiamo
  • è stata fatta una prima VIA 292/2009, poi annullata dal TAR con sentenza 873/2010, salvo poi fare una nuova VIA per lo stesso immutato progetto nel 22/ 2011 (si veda sopra alla voce VIA)
  • le popolazioni locali si sono fortemente opposte al progetto, chiedendo che venisse riformulato spostando la sede del depuratore lontano dalla costa
  • con delibera 1150 dell’ 11/07/2017 la regione Puglia modifica il progetto prevedendo che la depurazione sia in tabella 4, non venga costruita la condotta sottomarina ma vengano previsti “due diversi bacini di accumulo delle acque trattate, da attivare in successione tra loro, con il complementare scarico del troppo pieno sul suolo e lo scarico di soccorso/emergenza in mare, mediante un solco naturale sfociante in battigia”  delibera 1150 2017 modifica depuratore
  • riassumendo, il progetto si farà a ridosso del mare, con bacini di depurazione maleodoranti vicinissimi al litorale, e continuerà a scaricare in mare, non tramite condotta sottomarina, ma in battigia, insomma, sulla spiaggia

 

  • si legga anche questo interessante articolo sulla storia e le anomalie del depuratore di Sava e Manduria
  • oppure questa nota della Regione Puglia del 2013 che riassume l’iter del depuratore fino a quel punto: nota regione puglia 2013

Il progetto

Il progetto del depuratore consortile di Sava, Manduria e relative Marine dovrebbe servire i comuni di Sava e Manduria e 17 km di costa, purtroppo però la costa non è servita da rete fognaria e il progetto non prevede la costruzione delle fogne.

Abbiamo il progetto esecutivo dettagliato (del progetto originale con condotta sottomarina), ma i documenti sono troppi per essere qui pubblicati, ci limitiamo a darne elenco, e potremo inviarli a chi volesse esaminarli.

elenco documenti progetto esecutivo AQP

fattibilità AQP nov. 2016

delibera 1150 2017 modifica depuratore

Leggi rilevanti

analisi quadro normativo: analisi quadro normativo trattamento acque reflue

senato relazione stato reflui

L.131 2003

D.L. 152/2006

LR 11 2001 valutazione impatto ambientale

direttiva UE 271/91

Il decredto legge 152 Norme in materia ambientale, definisce nell’allegato 5 le tabelle di riferimento per i limiti di emissione per gli scarichi di acque reflue allegato 5 D.L 152 2006

Letteratura utile

legambiente rapporto depurazione puglia 2013

regione puglia report depurazione 2013

goletta verde 2017 rapporto mare puglia

turismo puglia rapporto 2016

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