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Depuratore, facciamo il Punto

Dopo una lunga pausa seguita alla frenetica attività condotta da AQP e ditta Putignano per avviare il cantiere ad Urmu, attività come è noto condotta con inusuale ed inquietante spiegamento di forze dell’ordine , AQP è tornata a chiedere, ed ottenere, il permesso per la messa in opera della condotta lungo il tracciato che va dal vecchio depuratore al sito previsto per il nuovo.

Dall’analisi della documentazione inviata da AQP al COMUNE di Manduria, risulta un ridimensionamento del nuovo impianto, ed altri ridicoli palliativi per edulcorare l’impatto ambientale dell’opera.

NULLA invece è dato rinvenire in detta documentazione circa il recapito finale. È esclusa espressamente la condotta sottomarina, e NON VI È TRACCIA dello scarico in battigia.

Contrariamente a quanto sostenuto inizialmente dal dirigente dell’Ufficio Tecnico ing. Orlando, che aveva addotto detta soluzione a giustificazione della autorizzazione a usare le sedi stradali interessate dai tubi, non esiste allo stato alcuna documentazione o cenno ad un ‘laghetto’ , da ricavarsi ‘nelle immediate adiacenze del depuratore di Urmu’ in cui dovrebbero confluire i reflui depurati. Così come NULLA vi è circa i prospettati buffers e le vasche indicate dall’ing Valenzano come situabili tra URMU E MASSERIA MARINA, così come lo stoccaggio dei reflui in arrivo da Sava e Manduria nelle vasche tuttora esistenti a ridosso del querceto della ROSAMARINA, dove sembrerebbe prevista una prima depurazione.

Da settembre ad oggi, abbiamo mantenuto i contatti con il Codacons, in seguito al fallimento dei tentativi di coinvolgere avvocati amministrativisti, uno dei quali già incarico dalla giunta Tommasino di ricorrere, come di fatto vittoriosamente avvenne , al TAR di Lecce, sentenza poi capovolta in seguito alla traslazione del processo, per motivi di competenza, innanzi al TAR di Bari.

Le condizioni poste dal CODACONS per iniziare una specie di ‘class action’ contro AQP è che vi siano tra i cinquanta ed i sessanta iscritti (per almeno due anni) al CODACONS.

Per accelerare i tempi, sono stati forniti al referente del Codacons avv RINALDI, di Roma, i primi documenti per uno studio iniziale, ivi compresa la documentazione per la condotta di cui sopra. Il parere espresso, condivisibile allo stato salvo quanto appresso, è che, in assenza delle varianti che ancora non vengono presentate, sarebbe strategicamente controproducente avviare un ricorso contro la documentazione parziale fin qui prodotta.

A tale ultimo proposito, il Codacons ritiene censurabile ma non necessariamente illegittima la prassi dello ‘spacchettamento’ del progetto, che consiste nella furbata di presentare alla firma pezzi dell’intero progetto, senza vincolarne la approvazione all’insieme. È un po’ come presentare la richiesta di autorizzazione per il solo primo piano di un edificio, senza indicare quanto sarà alto, se ha gli scarichi apposto, se ci sono tutti i pareri PER L’INTERO, ETC…

Riteniamo che questo aspetto vada invece giuridicamente approfondito, ed al più presto, per vagliare se l’autorizzazione concessa dal dirigente comunale Orlando, sia pure e proprio per una trance di un progetto di cui non si sa nulla circa la sua interessa, sia legittimamente stata concessa. Da un punto di vista amministrativo, essa dovrebbe essere , e lo chiederemo al Codacons, impugnabile entro 60 giorni dalla sua concessione. Questo non tanto per iniziare schermaglie su tutti i vari aspetti della progettazione, quanto per veder affermare, se è sancito legislativamente, il principio che un progetto va autorizzato nel suo insieme: diversamente si arriverebbe al paradosso di autorizzare parti, che vengono realizzate, per magari vedersi bocciare il tratto relativo allo scarico finale o allo stoccaggio, con spreco di risorse pubbliche evidente ed insensato.

Un eventuale mandato al Codacons, la campagna per la adesione alla class action con tesseramento, le iniziative di mobilitazione popolare, la raccolta fondi, la presenza sui media, la proposta di un sito alternativo condiviso eccetera sono invece quanto un organismo unitario non può non portare avanti, sottraendo il contrasto a tale scellerato progetto allo spontaneismo ed alla improvvisazione, alla frammentazione noti a tutti, cui URGE PORRE RIMEDIO.

A tale ultimo proposito, su invito del sottoscritto Francesco di Lauro, crescono le adesioni alla costituenda CONSULTA per un depuratore lontano dalle coste e dalle aree naturali protette. Gruppi, comitati ed associazioni sono invitati ad indicare un proprio delegato possibilmente entro la fine di gennaio, per poi dare vita alla prima assemblea avente ad oggetto composizione e funzionamento dell’organismo costituito. Il nominativo del delegato e del gruppo vanno comunicati all’indirizzo dilauro@pec.it.

Spiagge deserte nel nostro futuro?

Guglielmo da anni attraversa l’Italia per venire sulle spiagge del Salento.
Le ha viste passare da spiagge semideserte a spiagge affollatissime, ma sempre contraddistinte da acqua cristallina.

Cosa ne pensa del progetto del depuratore di Manduria (sulla costa)?

Un solo aggettivo: Scellerato

Puoi vedere gli altri video qui: Salento Trasparente Video

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Appello al Presidente della Repubblica – No Depuratore sulle Coste

E’ stata lanciata una raccolta firme per chiedere al Presidente della Repubblica Mattarella di intervenire perchè venga ascoltata la richiesta popolare di costruire il Depuratore di Manduria e Sava lontano dalla costa.

Chiunque può partecipare alla raccolta firme facendosene promotore tra i propri contatti.

Il promotore di questa raccolta è Vincenzo Sebastio, a cui ci si può rivolgere per informazioni contattandolo all’indirizzo depuratore.manduria@libero.it

Dietro sua richiesta pubblichiamo qui tutti i documenti che possono essere utilizzati per partecipare alla raccolta firme: le istruzioni, il testo integrale dell’appello e i moduli da compilare con le firme.

Scarica i moduli per l’appello

Per qualsiasi dubbio o informazione vi preghiamo di contattare direttamente l’organizzatore.

13 paesi si interessano del depuratore, quali?

Ma a chi importa se un depuratore scarica con “scolo naturale” su una spiaggia del Salento? Hm… non solo i Salentini e non solo gli Italiani, a quanto pare…

In una sola settimana di attività il sito Salento Trasparente ha già accessi da tutto il mondo, ma proprio tutto!

Abbiamo messo la mappa degli accessi, ma elenchiamo lo stesso i paesi da cui è arrivato interesse, in ordine alfabetico: Australia, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Norvegia, Polonia, Spagna, Svizzera, Turchia, UK, USA

Più ovviamente l’Italia, ma tutta, da nord a sud!

Il mare è di tutti.
L’ambiente è di tutti.
Il futuro è di tutti.

Quindi continua a informare tutti i tuoi amici, ovunque essi siano. Puoi usare sia il nostro sito che la nostra pagina Facebook, o entrambi, come preferisci!

A brevissimo pubblicheremo anche la pagina con le informazioni in Inglese! Se vuoi tradurre questa pagina in altre lingue (Francese, Tedesco, Spagnolo, altro…) fai pure, mandaci la traduzione e la publicheremo.

Non staremo zitti a guardare mentre costruiscono un mostro assurdo a poche centinaia di metri dal mare!

Campagna Salento Trasparente Facebook

Mostra il tuo sostegno a Salento Trasparente, e alla richiesta di costruire depuratori lontano dalla costa, sostituendo questa immagine alla tua foto nel tuo profilo Facebook.

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